Equality Italia (Mancuso): Caro Casini la superbia e la superficialità sono peccati gravi


Dispiace che il leader dell’UdC Pierferdinando Casini faccia un piccolo passo avanti nel dirsi d’accordo a riconoscere i diritti alle coppie gay e poi si lasci andare a espressioni troglodite sul matrimonio gay, che sarebbe incivile e contro natura. Sulla naturalità di molti atteggiamenti razzisti e omofobi della classe politica italiana, caro Casini, ci sarebbe molto da discutere. Fino a pochi mesi fa l’ex presidente della Camera era assolutamente contrario a qualsiasi forma di riconoscimento giuridico delle coppie gay, un po’ come la gerarchia cattolica che fino a un decennio addietro appellava in modo sprezzante le coppie eterosessuali sposate solo civilmente, come “concubini”. I tempi cambiano, le convenienze politiche pure e, quindi, Casini come i cardinali esaltano i matrimoni etero tout court, stanno cercando di superare le discriminazioni nei confronti dei divorziati e risposati, e così via. Certo le persone omosessuali non possono attendere che l’UdC e le gerarchie, magari tra un secolo, chiedano scusa per tutte le offese e le discriminazioni che hanno arrecato. L’assunzione di responsabilità reciproca da parte delle coppie gay, promettersi mutuo sostegno, amore, dedizione sono valori sottolineati positivamente da molti vescovi e organizzazioni cattoliche, che da tempo chiedono anche ai politici cattolici di approvare una legge sul riconoscimento giuridico delle famiglie omosessuali. Nutro la speranza, come cattolico, che anche Casini, al netto di espressioni inqualificabili, si renda conto che è giunta l’ora di parlare di questioni concrete, non di alimentare una artificiosa polemica tra i puri osservanti della tradizione cattolica e i reietti, anche perché chi è senza peccato, ricorda Gesù, scagli la prima pietra. E il peccato di allontanare gli ultimi e i senza tutele, è uno dei più deprecabili.

Aurelio Mancuso presidente Equality Italia

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