Equality: Conferenza sulla Famiglia? Uno spot clericale.


Che peccato che le associazioni familiari, del terzo settore, sia laiche e sia cattoliche, abbiano contribuito a costruire un evento, che nella sua giornata inaugurale ha dato la parola ai rappresentanti del Governo, delle istituzioni lombarde, della Chiesa cattolica, tutti interessati a non guardare in faccia la realtà.

Negli interventi di Giovanardi, Carfagna, Sacconi abbiamo ascoltato la difesa della famiglia naturale che fa figli, abbiamo sentito snocciolare i dati della crisi della famiglia tradizionale, senza mai citare tutto il mondo familiare che si è sviluppato negli ultimi quarant’anni. Orgogliosamente e testardamente, soprattutto Giovanardi e Sacconi, hanno edificato un quadro culturale e ideale completamente ed esplicitamente aderente a quello di una parte delle gerarchie cattoliche: se il modello familiare tradizionale è in crisi, è colpa del relativismo, della visione libertina della sessualità, dalla mancanza di responsabilità, del divorzio, ecc.

La verità è che negli ultimi vent’anni alcun governo è intervenuto seriamente per aiutare le famiglie, soprattutto quelle con figli, si sono agitati nemici inesistenti come i gay e i migranti, mentre come certificano i numeri europei, in tutti gli stati dove si sono costruite politiche familiare a sostegno di tutti i modelli esistenti, le famiglie sono cresciute, così come il tasso di natalità. Questa seconda Conferenza Nazionale sulla Famiglia, come per la prima del 2007, è destinata a essere un rito consolatorio e di sfogo ideologico di una precisa parte politica e sociale del Paese, che non è capace di comprendere che escludendo le altre visioni, aumenta la solitudine, la fatica, l’emarginazione, sia delle famiglie tradizionali sia di quelle conviventi, mononucleari, ricomposte, omosessuali, omogenitoriali, con alla base tradizioni religiose e culturali differenti da quelle italiane.

Aurelio Mancuso – presidente di Equality Italia

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